










































INTERNAZIONALI D’ITALIA DI TENNIS | ROMA
| 2021 |




































Il progetto Os_Miza è nato durante la pandemia, quando per ammazzare la noia ho iniziato a disegnare posti, reali ed immaginari. Non ricercavo originalità dal momento che, se pur ognuno col suo stile, già molti creativi in giro l’avevano fatto. Volevo un semplice modo per occupare la mente in quel momento difficile che stavamo vivendo. Trascorrere intere giornate ad affrontare i propri pensieri e soprattutto cercando di distrarsi da solitudine e notiziari monotematici non poteva essere la mia quotidianità. E così nei momenti più difficili mi sono seduto davanti al computer e con sottofondo musicale ho iniziato a disegnare posti che per la maggior parte avevo fotografato.
“Non sono un architetto, sono solo un viaggiatore” e soprattutto ora lo so, ho scelto la via più lunga per riprodurre i miei disegni. L’originalità del progetto è stata solamente usare un programma come Photoshop per disegnare cose che altri avrebbero fatto con altri software. Ma in quel momento non avevo fretta evidentemente e soprattutto ancora non avevo conoscenze alternative per farlo.
La ricerca dei particolari riguardando i mie scatti é stata la cosa che mi ha aiutato di più ad allontanare la noia di quei giorni.
E’ stato un pò come ripercorrere i miei viaggi.
La maggior parte delle immagini riguardano la città di Trieste.
The Os_Miza project was born during the pandemic when I started drawing places, real and imaginary, to kill boredom.
I was not looking for originality since, although each with his own style, already many creative people around had done it. I wanted a simple way to occupy my mind at that difficult time we were living. Spending entire days dealing with one’s own thoughts and especially trying to distract oneself from loneliness and single-issue news reports could not be my daily routine. So in the most difficult moments I sat in front of the computer and with background music I started drawing places that I had mostly photographed.
“I’m not an architect, I’m just a traveler,” and especially now I know, I chose the longest way to reproduce my drawings. The originality of the project was only using a program like Photoshop to draw things that others would have done with different software. But at that time I was obviously not in a hurry and especially still had no alternative knowledge to do it.
The search for details by looking back at my shots was the thing that helped me the most to stave off the boredom of those days. It was a bit like retracing my travels.
Most of the images are about the city of Trieste in Italy.
| 2020 |











































Un tempo “ti mando a Gaeta” suonava come una minaccia temuta dalla popolazione maschile italiana. Il castello angioino infatti da fine ‘800 al 1990 è stato un carcere militare.
“In questa struttura sono stati rinchiusi i famigerati nazisti Herbert Kappler e Walter Reder, responsabili, rispettivamente, della strage delle fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro il primo, e degli eccidi di S. Anna di Stazzema e di Marzabotto il secondo. Kappler nel 1976, per un tumore, verrà ricoverato presso l’Ospedale Militare del Celio, da dove fuggirà a ferragosto dell’anno dopo in circostanze mai chiarite. Reder riceverà la grazia nel 1985 e lascerà definitivamente vuoto il braccio ex ufficiali dell’angioino.”
| 2018 |











Questo non è una lavoro sulla bellezza.
E’ passato e futuro. Ciò che siamo stati e ciò che saremo.
Si dice che il presente sia già passato nell’istante in cui ci stiamo pensando.
Questo è un invito, o forse un inno alla libertà.
La libertà di mostrarvi per ciò che siete, di accettarci per come siamo. Perché “filtri” a parte, questo è ciò che l’obiettivo vede, questo è quello che vede chi ci sta vicino. La verità.
La scelta di queste tonalità non é casuale.
La vita è oro. Non sprecatela.
Non fatelo voi genitori tentando ad ogni costo di plasmare i vostri fiqli sui vostri sogni.
Non fatelo voi figli provando in ogni modo a diventare ciò che i vostri genitori e ali altri vorrebbero.
Nessun premio sarà in grado di colmarvi quanto la soddisfazione di aver vinto per una vostra libera scelta. E se il futuro dovesse riservarvi qualche sconfitta, sarà meno amara se frutto di una vostra decisione.
Molti di voi oggi sono troppo piccoli per capire queste parole, ma se già l’altra metà la comprendesse, il futuro sarebbe sicuramente migliore.
Non arrendetevi, quindi, non arrendiamoci.
Allo specchio cerchiamo di esser ciò che siamo e di amare ciò che vediamo.
| 2019 | selezione da mostra. Teatro Ambra Jovinelli di Roma










During second world war functioned as a nazi concentration camp for the detention and killing of political prisoners, and a transit camp for jews people, most of whom were then deported to Auschwitz.
The cremation facilities were the only ones built inside a concentration camp in Italy, and were destroyed before the camp was liberated.
Today, the former is a civic museum.
| 2012 |















“Montagne di sedie aggrovigliate come ragni di legno. Legioni di armadi desolatamente vuoti. Letti di sogni infranti. E poi lettere, fotografie, pagelle, diari, reti da pesca, pianoforti muti, martelli ammucchiati su scaffalature imbarcate dall’umidità. Questi e innumerevoli altri oggetti d’uso quotidiano riposano nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Oltre sessant’anni fa tutte queste masserizie furono consegnate al Servizio Esodo dai legittimi proprietari, gli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, un attimo prima di trasformarsi in esuli: circa trecentocinquantamila persone costrette a evacuare le loro case e abbandonare un’intera regione in seguito al Trattato di pace del 10 febbraio 1947, che consegnò alla Jugoslavia di Tito quel pezzo d’Italia da sempre conteso che abbraccia il mare da Capodistria a Pola. Di questa immensa tragedia quasi nessuno sa nulla. Delle foibe, delle esecuzioni sommarie che non risparmiarono donne, bambini e sacerdoti, della vita nei campi profughi e del dolore profondissimo per lo sradicamento e la cancellazione della propria identità pochissimi hanno trovato il coraggio di parlare nei decenni che seguirono. Eppure è storia recente, a portata di mano e soprattutto abbondantemente documentata.”
Per una volta non uso parole mie per raccontarvi ciò che circa sei anni fa ormai, dopo un po’ di tentativi, sono riuscito a visitare. Il Magazzino 18 a Trieste. Si trova in uno degli edifici recuperati del Porto Vecchio del capoluogo friulano e Simone Cristicchi appunto, ci fece uno spettacolo teatrale e insieme a Jan Bernas un libro.
| 2016 |